Mille Miglia - il mito delle corse su strada

GP2 Series, Rally, Nascar, Cart, IRL, Superbike, MotoGP etc etc

da 330tr » 28/05/2018, 20:10

Grazie a te e a chi ha la pazienza di seguire questo racconto straordinario! (e infarcito di termini difficilissimi e slang vari.. :doh: )
Stiamo avvicinandoci alla meta. Riusciranno i nostri eroi ad arrivare tutti interi al traguardo? Scopriamolo insieme nelle prossime puntate! :D

9.

Al controllo di Siena non avevamo idea se stavamo ancora conducendo o meno, ma Moss era abbastanza sicuro che Taruffi avrebbe dovuto lavorare duramente per prenderlo, perché aveva messo tutta la sua maestria in quest'ultima parte del percorso, come mi disse in seguito. Non si è mai rilassato un istante e ha continuato a guidare la gara più superba della sua carriera, manovrando il volante da una parte e all'altra, controllando le sbandate con una delicatezza dell'acceleratore quasi fiabesca, o alternativamente provocando derapate con tutta la potenza del motore, per far cambiare direzione alla vettura con tutta la sua massa, quella sporca, oleosa, malconcia accozzaglia di meccanica che aveva lasciato Brescia luccicante come nuova e ora rispondeva ancora splendidamente a ogni sua richiesta, il motore sempre a 7.500 giri/min. nelle cambiate, e in un'occasione a 8.200 rpm, siccome l'agitazione di quel particolare istante non permetteva il tempo per un cambio di marcia o una parzializzazione dell'acceleratore, e il modo in cui Moss faceva sterzare la vettura uscendo dalle curve strette usando le ruote posteriori era pura gioia da godere.

Sulla strada tortuosa da Siena a Firenze la tensione fisica cominciò a farsi sentire, perché senza stringere il volante per avere un'idea di cosa avrebbe fatto la macchina, il mio corpo veniva continuamente sottoposto a forze centrifughe terrificanti mentre cambiava direzione. Il calore, i fumi e il rumore stavano diventando quasi insopportabili, ma mi diedi nuova energia guardando Stirling Moss che era seduto accanto a me, completamente rilassato, lavorando sullo sterzo come se fossimo appena partiti da Brescia, invece di guidare da quasi 700 miglia sotto un sole cocente. Se non avessi conociuto il percorso, sarei stato felice di scendere di là, avendo goduto di ogni miglio, ma davanti a noi c'erano alcuni tratti di strada interessanti sui quali ci eravamo allenati duramente, e l'attesa di guardare Moss darci dentro davvero su questi tratti, con le strade chiuse al traffico, mi ha fatto dimenticare tutto sui disagi fisici. Mi fa venir in mente delle condizioni quando ci approcciammo a una curva e alcune donne si sono alzate e sono fuggite con sguardi terrorizzati sul viso, per la Mercedès-Benz maltrattata, sporca e macchiata d'olio e che faceva tanto rumore quanto una macchina da Gran Premio e le due figure sudate, sporche e unte dietro il parabrezza, doveva sembrare terrificante ai pacifici contadini, mentre entrava in curva in scivolata su quattro ruote.
I dintorni di Firenze quasi ci ruppero la schiena quando saltammo e rimbalzammo sopra strade mal gestite, e attraverso le tramvie, e il mio cuore andò al pilota di una Porsche arancione che era in prossimità della sommità di una strada ripidissima. Deve essere rimasto scosso mentre lo passavamo come una scheggia con le ruote di sinistra giù nel rigagnolo. Scendemmo lungo una ripida collina dalla seconda marcia, passammo in terza al massimo regime e pensai "è un uomo coraggioso che può scatenare quasi 300 b.h.p. giù per una collina così ripida e poi cambiare in una marcia più alta". A velocità fino a 120-130 m.p.h. attraversammo le strade di Firenze oltre il grande ponte sul fiume, fiancheggiammo una piazza, attraversammo più tramvie fino al punto di controllo. Moss stringeva davvero il morso tra i denti, nulla avrebbe potuto impedirgli di vincere questa gara, lo sentivo; aveva un'espressione concentrata davvero peculiare e sapevo che una delle sue più grandi ambizioni era di fare la sezione Firenze-Bologna in meno di un'ora. Questa strada attraversa il cuore dell'Appennino, passando per il Passo della Futa e il Passo della Raticosa, e sebbene superi di poco le 60 miglia di lunghezza è come una "Prescott Hill-Climb" per tutta la strada.

Mentre facevamo timbrare il cartellino del percorso, di nuovo senza fermarci, presi il foglio di carta dall'uomo Mercédès-Benz al controllo, ma prima che potessi leggere olte il fatto che eravamo ancora in testa, fu strappato dalla mia presa mentre acceleravamo tra i commissari. Ho segnalato che stavamo ancora conducendo la gara, e comunque Moss lasciò Firenze come se fosse all'inizio di un Gran Premio, e sapevo voleva fare un'ora per Bologna, specialmente dal fatto che guardò anche il suo orologio da polso appena lasciato il controllo. "Sarà qualcosa di fantastico," pensai, mentre rombavamo su per le colline fuori Firenze, "sta per fare davvero un nove-decimi più di automobilismo" e afferrai saldamente la "maniglia da battaglia" tra il dare i segnali di direzione, tenendo il lato sinistro del mio corpo il più lontano possibile, perché lui avrebbe avuto bisogno di tutta lo spazio possibile per le braccia in moto vorticoso e per manovrare la leva del cambio. Rombammo su per le montagne, passando occasionalmente altre auto, come Alfa-Romeo 1900, Fiat 1.100 e alcune piccole auto sportive. Non sapevamo che avevamo la gara in tasca, perché Taruffi a quel punto si era dovuto ritirare con una pompa d'olio rotta e Fangio s'era fermato a Firenze per riparare un tubo d'iniezione, ma sebbene l'avessimo sorpassato sulla strada, non l'avevamo visto, così come l'auto che era nascosta da meccanici e commissari. Per tutto il tempo trovai molto difficile staccare gli occhi dalla strada. Avrei potuto facilmente guardarmi intorno, perché c'era tempo, ma in qualche modo per tutto il periodo in cui Moss stava davvero giocando forte, sentii una sensazione ipnotica che mi costringeva a vivere ogni centimetro del suo cammino con lui. Probabilmente questo fattore mi ha impedito di essere spaventato perché nulla è arrivato inaspettatamente. Lo stavo seguendo mentalmente fino in fondo, cosa che dovevo fare se non volevo perdermi alcuno dei nostri segnali di percorso, anche se fisicamente ero crollato molto prima e mi meravigliavo che qualcuno potesse guidare così furiosamente per così tanto tempo, adesso che era domenica pomeriggio inoltrata. Nella parte superiore del Passo della Futa c'era moltissima folla che si agitava tutta eccitata e in numerose occasioni Moss quasi perse la macchina quando prendevamo chiazze di asfalto fuso, ricoperte d'olio e gomma da tutti gli altri concorrenti davanti a noi, e per quasi per un chilometro ha dovuto staccare e guidare a otto-decimi, essendo la strada così difficile. Appena oltre la cima della Futa vedemmo una Mercédès-Benz sul ciglio della strada in mezzo a una folla di persone, era il 704, il giovane Hans Herrmann, e sebbene non potessimo vederlo, gli facemmo un cenno di saluto con la mano. La macchina non sembrava danneggiata, quindi pensammo che stesse bene.

Immagine
Ultima modifica di 330tr il 29/05/2018, 14:56, modificato 1 volta in totale.
Avatar utente
330tr
Team Manager
Team Manager
 
Messaggi: 4262
Iscritto il: 22/02/2010, 18:27
Località: Brescia

da sundance76 » 29/05/2018, 9:00

Sto godendo come un matto, grazie infinite 300tr!!!!!
Allegati
map54_55_56_57.jpg
map54_55_56_57.jpg (176.83 KiB) Osservato 3055 volte
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

https://www.youtube.com/watch?v=ygd67cDAmDI
Avatar utente
sundance76
Global Moderator
Global Moderator
 
Messaggi: 8440
Iscritto il: 21/05/2006, 23:00
Località: Isola d'Ischia

da Powerslide » 29/05/2018, 13:11

... e io faccio finta di non sapere come finirà e tifo ancora Ferrari :dance: :shhh:

330 il tuo inviato non può fare proprio nulla per la Rossa? 8-) 8-) 8-)
Avatar utente
Powerslide
Team Manager
Team Manager
 
Messaggi: 6395
Iscritto il: 16/01/2007, 0:00

da Pennywise » 29/05/2018, 13:33

sundance76 ha scritto:Sto godendo come un matto, grazie infinite 300tr!!!!!


grazie ! :clap: ero prossimo a richiedere la planimetria del percorso :handgestures-thumbup: :handgestures-thumbup:
" Ferrea Mole, Ferreo Cuore "

" Unguibus et rostro "

" Chi osa vince "

" Mai discutere con un idiota (coglione), ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza. " :clap: :bow-blue: ... 8-)
Avatar utente
Pennywise
Team Manager
Team Manager
 
Messaggi: 7079
Iscritto il: 26/07/2010, 16:01
Località: Al Mare

da 330tr » 29/05/2018, 14:50

Powerslide ha scritto:... e io faccio finta di non sapere come finirà e tifo ancora Ferrari :dance: :shhh:

330 il tuo inviato non può fare proprio nulla per la Rossa? 8-) 8-) 8-)

Ho parlato con l'inviato.
Dice che oramai per quest'anno sarà dura..le grigie van troppo forte e paiono indistruttibili.
Ma per l'anno prossimo è certo che il futuro sia...rosso! 8-)
Avatar utente
330tr
Team Manager
Team Manager
 
Messaggi: 4262
Iscritto il: 22/02/2010, 18:27
Località: Brescia

da sundance76 » 29/05/2018, 15:09

Ed ecco gli unici due signori a "violare" l'imbattibilità degli italiani alla Mille Miglia.
Entrambi al volante di una vettura di Stoccarda.
Allegati
moss e caracciola.jpg
moss e caracciola.jpg (277.57 KiB) Osservato 3029 volte
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

https://www.youtube.com/watch?v=ygd67cDAmDI
Avatar utente
sundance76
Global Moderator
Global Moderator
 
Messaggi: 8440
Iscritto il: 21/05/2006, 23:00
Località: Isola d'Ischia

da 330tr » 29/05/2018, 21:03

10. e ultima parte.

Ora dovevamo arrivare a Brescia primi, pensai, non dobbiamo permettere a Taruffi di batterci, non avendo idea che si fosse ritirato. Continuammo, risalendo il Passo della Raticosa, gettandoci guù dall'altra parte, in una lunga serie di derapate che a me sembravano completamente incontrollate ma per Moss erano ovviamente intenzionali. Tuttavia, ce ne fu una in particolare che non era intenzionale e per pura fortuna il parapetto di pietra sul lato esterno della curva ci spinse indietro appena in tempo, al che ci guardammo con grande severità. Su un muro qualcuno aveva dipinto "Viva Perdisa, viva Maserati" e mentre passavamo in una lunga scivolata controllata, abbiamo spontaneamente fatto entrambi il segno della vittoria, e ci siam fatti una sottile risatina tra noi, nello spazio ristretto e angusto della nostra serra viaggiante e bagno di sporcizia e sudore. Da un'altra parte del Raticosa in mezzo a grandi folle di persone vedemmo un omone grande e grosso sulla strada, che saltava su e giù per la gioia: era il simpatico carrozziere del reparto corse Maserati, un buon amico di Stirling, e ricambiammo il saluto.

Scendemmo dalle montagne, nel caldo torrido del pomeriggio, a Bologna lungo la polverosa strada con tramvia, con orde di spettatori da entrambi i lati, ma qui magnificamente controllati, così che arrivammo a Bologna a circa 150 m.p.h. fino al punto di controllo, Moss scegliendo meravigliosamente bene la tempistica della frenata anche in questa fase finale della gara, e nonostante i freni iniziassero a mostrare i segni del terrificante utilizzo che stavano ricevendo. Qui facemmo di nuovo punzonare il disco del piantone dello sterzo e la tabella, e con un'altra partenza stile Gran Premio ci riavviammo per le strade di Bologna così velocemente che non ebbi il vitale foglio di notizie dal nostro segnalatore. Ora non avevamo idea di come fossimo messi, o cosa fosse successo ai nostri rivali, ma sapevamo che avevamo attraversato le montagne in 1 ora 1 minuto, tempo talmente migliore rispetto al record di Marzotto che pareva impossibile. La parte difficile era ormai finita, ma Moss non si rilassò, perché ora si mise in testa che era possibile tornare a Brescia nelle 10 ore rotonde, il che avrebbe reso la media della gara di 100 m.p.h. Corremmo lungo i lunghi rettilinei attraverso Modena, Reggio Emilia e Parma, non perdendo nemmeno un secondo, viaggiando a 170 m.p.h. alleggerendo solo dove indicavo curve o dossi collinari sconnessi. Alzando gli occhi mi sono reso conto all'improvviso che stavamo sorpassando un aereo, e allora seppi di stare vivendo in un regno di fantasia, e quando ne abbiamo raggiunto e superato un secondo il mio cervello iniziò a vacillare a quella velocità sostenuta. Stavano volando a circa 300 piedi per riprendere i nostri progressi e deve essere sembrato impressionante, specialmente quando siamo tornati indietro percorrendo la circonvallazione di Fidenza, solo per raggiungere nuovamente la strada principale. Questa era veramente pura velocità, la macchina andava perfettamente e raggiungeva talvolta i 7.600 giri / min. in quinta marcia, che equivalgono a degli onesti 170 m.p.h. e più, come mi piacerebbe dimostrare. Entrando a Piacenza dove la strada raddoppia carreggiata verso Mantova, passammo allegramente una Citroën bicilindrica, che aveva lasciato Brescia la sera prima, e poi vedemmo una Maserati di 2 litri che ci scosse sensibilmente perché pensavamo di averle superate tutte tanto tempo prima. Era il numero 621, Francesco Giardini, e apprezzammo quanto velocemente doveva aver spinto per raggiungere questo punto prima di noi, lo salutammo calorosamente mentre lo sorpassammo rombando, lasciando Piacenza alle nostre spalle. Più importante era il fatto che stavamo lasciando anche il sole alle nostre spalle, per quanto fosse bello avere strade asciutte su cui correre, avere il sole splendente visibile aveva reso stanchi entrambi. Attraversammo Cremona senza rilassarci e ci trovammo sull'ultima tappa del percorso, con un premio speciale e la Coppa Nuvolari per la massima velocità da Cremona a Brescia. Sebbene la strada corresse dritta per la maggior parte del percorso, c'erano più di sei cittadine da attraversare, così come l'ultimo timbro di percorso per entrare nella città di Mantova. In una cittadina, a meno di 50 miglia dal traguardo, abbiamo avuto un'enorme slittamento su un po' di asfalto fuso e per un momento ho pensato che avremmo colpito un muro di cemento, ma con quel suo modo assurdamente calmo, Moss ha manovrato il volante di qua e di là e ha ripreso la macchina appena in tempo, e con il suo piede tutto giù continuammo come se nulla fosse accaduto. Le ultime miglia a Brescia furono gioia pura, il motore cantava a tutta forza, e dopo aver superato la nostra ultima indicazione di direzione misi via la mia mappa a rulli e pensai "Anche se adesso andasse in pezzi, potremmo andare fino alla fine per inerzia." L'ultima curva nella zona di arrivo fu presa in una lunga derapata di potenza e a rumore pieno e abbiamo tagliato il traguardo a oltre 100 miglia all'ora, pur non sapendo che avevamo fatto la storia delle corse automobilistiche, ma felici e contenti di avere completato l'intera gara e fatto del nostro meglio.

Dal traguardo siamo arrivati al garage ufficiale, dove la macchina doveva essere parcheggiata e Stirling mi ha chiesto "Credi che abbiamo vinto?" a cui risposi, "Dobbiamo aspettare che arrivi Taruffi, e non sappiamo quando Fangio è arrivato" - al garage ci fu finalmente detto che Taruffi era out, Fangio era dietro di noi e avevamo vinto. Sì, vinto la Mille Miglia, raggiunto l'impossibile, infranto tutti i record, logorato tutte le leggende della Mille Miglia, fatto la storia. Ci stringemmo a vicenda in una gioia delirante, e avremmo pianto, ma eravamo troppo sopraffatti e stentavamo ancora a credere che avevamo vinto. Poi siamo stati portati via in mezzo a un'orda di poliziotti e commissari, e il conseguente sballottamento tra le folle sfrenatamente entusiaste è stato più difficile da sopportare di tutta la macinante 1.000 miglia che avevamo appena completato.

Il nostro tempo totale di corsa fu 10 ore 07 min. 48 sec., ad una velocità media di oltre 157 K.p.h (circa 95 m.p.h.) e la nostra media tra Cremona e Brescia è stata di 123 m.p.h. Appena fummo portati in hotel, stanchi, sporchi, oleosi e coperti di polvere e sporcizia, sogghignammo felicemente l'un l'altro alle nostre facce nere e Stirling disse "Sono così felice di aver provato che un britannico può vincere la Mille Miglia, e che la leggenda 'chi arriva primo a Roma non vince' è falsa - e anche che abbiamo riscattato le due macchine che sfasciammo in prova," quindi ridacchiò e disse "Penso che abbiamo fatto buona raccolta di record - una vera disgrazia per qualsiasi altro, perché probabilmente non ci sarà un'altra Mille Miglia completamente asciutta per vent'anni."

Fu con giustificato sentimento di euforia che mi immersi in un bagno caldo, avendo avuto l'esperienza unica di essere con Stirling Moss per tutto il tempo della sua guida epica, sedendo a fianco a lui mentre lavorava come non ho mai visto lavorare nessun altro in tutta la mia vita, e in modo più duro e continuativo che pensassi un essere umano potesse sopportare. E' stata senza dubbio un'esperienza unica, la più grande esperienza nell'intero periodo di 22 anni durante i quali mi sono interessato di motor-racing, un'esperienza oltre la mia più grande immaginazione, con un risultato che ancora stento a credere.

Dopo la precedente Mille Miglia avevo detto "chi vince la Mille Miglia è davvero un pilota, e l'auto che usa è davvero una vettura sportiva". Ora lo ribadisco con la certezza che proviene dal fatto che so di cosa sto parlando e scrivendo, stavolta.
D.S.J.

Immagine

Immagine



FINE
Ultima modifica di 330tr il 30/05/2018, 3:44, modificato 1 volta in totale.
Avatar utente
330tr
Team Manager
Team Manager
 
Messaggi: 4262
Iscritto il: 22/02/2010, 18:27
Località: Brescia

da luigi_1111 » 29/05/2018, 22:37

ME RA VI GLIO SO!!!
Avatar utente
luigi_1111
Formula Renault
Formula Renault
 
Messaggi: 200
Iscritto il: 11/09/2012, 14:09

da Rovert » 01/06/2018, 22:31

Questo è motorsport c@sso!
Avatar utente
Rovert
Formula 1
Formula 1
 
Messaggi: 1032
Iscritto il: 30/11/2010, 13:29

da sundance76 » 02/06/2018, 8:04

Puoi dirlo forte.
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

https://www.youtube.com/watch?v=ygd67cDAmDI
Avatar utente
sundance76
Global Moderator
Global Moderator
 
Messaggi: 8440
Iscritto il: 21/05/2006, 23:00
Località: Isola d'Ischia

da 330tr » 02/06/2018, 9:05

Vero..
Questo è autentico motorismo, fatto con macchine vere, per testare automobili e soluzioni di serie..
Forse il motorismo "purissimo" è morto con la Mille Miglia..

La coppia si riformerà con esiti meno fortunati i due anni successivi.
Se volete, le avventure continuano.
In rosso.
Avatar utente
330tr
Team Manager
Team Manager
 
Messaggi: 4262
Iscritto il: 22/02/2010, 18:27
Località: Brescia

da leon_90 » 18/08/2018, 11:41

Forse ridondante qui, ma è scritto in un italiano meraviglioso e ormai, oggi, perduto...

Lo trovate nell'allegato-raccolta di questo mese (Agosto 2018), "Belle d'Estate", di Ruoteclassiche.

Immagine
Immagine
Avatar utente
leon_90
Formula 3000
Formula 3000
 
Messaggi: 544
Iscritto il: 23/02/2015, 20:21
Località: Puglia

Precedente

Torna a Mondo Motori

  • Messaggi recenti
  • Messaggi senza risposta
  • Chi c’è in linea
  • In totale ci sono 5 utenti connessi :: 0 iscritti, 0 nascosti e 5 ospiti (basato sugli utenti attivi negli ultimi 5 minuti)
  • Record di utenti connessi: 142 registrato il 22/08/2019, 13:04
  • Visitano il forum: Nessuno e 5 ospiti