Jim Clark

Aneddoti, immagini, informazioni inerenti le vecchie stagioni

da groovestar » 12/06/2016, 11:09

Più che altro la mia chiave di lettura è leggermente diversa: Clark era così veloce da non necessitare di manovre azzardate per primeggiare, anche contro rivali molto ruvidi.
Quando aveva la vettura in ordine nessuno lo vedeva.
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da groovestar » 12/06/2016, 11:09

Più che altro la mia chiave di lettura è leggermente diversa: Clark era così veloce da non necessitare di manovre azzardate per primeggiare, anche contro rivali molto ruvidi.
Quando aveva la vettura in ordine nessuno lo vedeva.
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da 330tr » 12/06/2016, 11:39

groovestar ha scritto:Io adoro Schumacher e sono un discreto fan di Senna, ma Clark non avrebbe mai compiuto gesti come Suzuka 90 o Jerez 97.

Questo fa la differenza


Clark era scozzese.
Senna brasiliano.
Questione di sangue nelle vene.
Urla di gioia e dolore, urla di "spirito latino" intrise di misticismo come quelle di Senna ad Interlagos '91 da Jim non le avremmo mai sentite.
"The quiet champion", pur nella similitudine d'aspetto, di origini "terricole" (entrambi cresciuti in fattorie..) e di velocità in pista, era esattamente l'opposto in termini di mentalità e di comportamento in pista. Non poteva essere altrimenti. Lo dimostra perfettamente lo scontro verbale tra anglicanesimo nordeuropeo e cattolicesimo animista latino Stewart/Senna. Due mondi apparentemente inconciliabili.
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da 330tr » 12/06/2016, 12:09

echoes ha scritto:Groove, credo che se i 2 fossero stati piloti negli anni 60, ho l'idea che avrebbero tranquillamente evitato contatti simili a quelli di Suzuka 90/Jerez 97: ci voleva ben poco per, purtroppo, finire avvolti dalle fiamme e/o con le gambe spezzate...

Non conoscendo molto il personaggio, non posso dire nulla di Clark "traslato" negli anni 90/2000, ma in generale, da quel poco che ho letto, sembra essere un pilota molto corretto, quindi...probabilmente hai ragione :mrgreen:


I piloti dei '60 erano in genere più accorti, anche se i piloti durissimi non mancavano: Jack Brabham è l'esempio lampante.
Nei '70/'80 i piloti divennero via via più aggressivi. Pensiamo a certe manovre dei Mansell o Berger..
Ma c'è da dire che erano cambiate anche le condizioni al contorno: auto dei '50/'60 non sono paragonabili a quelle degli '80.
Negli '80 ci sono auto più performanti, più larghe, meno dipendenti dalle scie, traiettorie obbligate, punti di frenata e di sorpasso prestabiliti e brevissimi ecc, che obbligano il pilota a manovre più brusche e decise; i tempi si restringono, la frenesia aumenta, e di conseguenza l'aggressività del pilota. Chissà che non compaiano anche sostanze dopanti/eccitanti a esasperare questi comportamenti...ma non lo sapremo mai..
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da groovestar » 12/06/2016, 12:34

La sfida fra Senna e Prost è stata la prima trasmetta integralmente in mondovisione. Ed il mito di Senna ne ha beneficiato.
Purtroppo il giudizio e la percezione di Senna è stato alimentato da un'enorme cambiamento nel mondo della comunicazione.

Se la gara di Monza fosse stata trasmessa in diretta in mondovisione come l'impresa di Donningnton, beh anche la percezione della grandezza di Clark sarebbe stata immensamente moltiplicata.
Nell'epoca ancora delle radio e delle cronache sulla carta stampata è quasi eroico pensare all'eco che certi assi riuscivano a smuovere.

Anche a me piacciono i piloti estroversi, capaci di vincere e buttare tutto in un solo istante, però mi inchino avanti alla grandezza di piloti che, in silenzio, ottengono grandi risultati.

Purtroppo il buon Jim rimane un'icona di un'epoca che sarebbe stata spazzata via in quel 1968, lasciando spazio a campioni più mediatici come Stewart, Fittipaldi, Lauda ed Hunt, molto attenti alla loro immagine, alle loro dichiarazioni e, perché no, al loro look (belle donne, occhiali da sole, capelli lunghi e voglia di vivere).
Jim da parte di un mondo che non esiste e che non ha forse più appeal, di un gentiluomo misurato, corretto e veloce (che all'attuale non piacerebbe mai, basti pensare alle critiche mosse da Mr. E a Vettel e il plauso allo stile di Hamilton).

Ma se si guarda alla pista, ai numeri, alla considerazione, non si trova nessuno come lui.
Mai una polemica (se non la tragedia di Monza) Mai una parola negativa di nessuno nei suoi confronti e smisurata ammirazione di tutti. Nessuno che ne abbia mai messo in dubbio il talento.
Purtroppo è mancato nel momento in cui si sarebbe consacrato come il più grande.
Ma forse il destino e gli astri sono così.
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da 330tr » 12/06/2016, 12:52

Mh...sulla tv non sono d'accordo. Ogni epoca ha i suoi mezzi che non aggiungono nè tolgono nulla; ogni avvenimento è raccontato e rapportato dai mezzi del momento, e il bilancio è comunque in pareggio. Avere dei filmati su youtube avrebbe aggiunto qualcosa alla tragedia del Titanic? È una tragedia ancor viva nella memoria diffusa, pur senza un'immagine che sia una!
A far grande un pilota sono le imprese che rimangono nell'immaginario collettivo. Altrimenti Nuvolari, Varzi, Rosemeyer, Fangio non esisterebbero neanche. Senna era un fenomeno a prescindere dalla tv, e l'assenza della tele non ne avrebbe sminuito il mito. Senna è quel tizio comparso dal nulla che dava un secondo al giro a quello considerato un ipercampione uguale o superiore agli Stewart, Lauda eccetera. Il Prost mitologico e fortissimo venne sconfitto da questo rompiscatole spocchioso e irritante.
Buon per noi che potremo mostrare ai nostri nipoti (annoiati) come guidava Senna a Montecarlo, come purtoppo non possiamo invece noi assistere alle derapate di Nuvolari al Nurburgring '35..
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da duvel » 12/06/2016, 13:03

330tr ha scritto:
groovestar ha scritto:Io adoro Schumacher e sono un discreto fan di Senna, ma Clark non avrebbe mai compiuto gesti come Suzuka 90 o Jerez 97.

Questo fa la differenza


Clark era scozzese.
Senna brasiliano.
Questione di sangue nelle vene.
Urla di gioia e dolore, urla di "spirito latino" intrise di misticismo come quelle di Senna ad Interlagos '91 da Jim non le avremmo mai sentite.
"The quiet champion", pur nella similitudine d'aspetto, di origini "terricole" (entrambi cresciuti in fattorie..) e di velocità in pista, era esattamente l'opposto in termini di mentalità e di comportamento in pista. Non poteva essere altrimenti. Lo dimostra perfettamente lo scontro verbale tra anglicanesimo nordeuropeo e cattolicesimo animista latino Stewart/Senna. Due mondi apparentemente inconciliabili.


Non credo, Piquet e Fittipaldi (esattamente "Paulista" come lui) avevano un approccio differente.
Ma come tu hai esattamente riportato il mondo dai '60 agli '80 era cambiato.
Anche Schumacher doveva essere un "freddo" tedesco, però...
A mio parere il paragone tra Clark e Senna si ferma (e non è poco!) al fatto che sono tra i migliori di sempre, per il resto sono due personaggi agli antipodi
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da leon_90 » 12/06/2016, 13:07

Secondo me Clark sta tutto nella prestazione di Zandvoort '67.
Tranquillo in quarta posizione, prende il suo tempo per studiare la novella 49. Tiene un ritmo costante, sereno.
All'interno.
All'esterno appare un pilota in corsa come tutti in buona posizione.
Hill si ritira.
Jim spinge un po' il piede sul pedale. Con equilibrio ed eleganza va in testa. Tiene, mantiene e aumenta. Vince.
Senna non aveva la stessa scintilla, non era neanche paragonabile la sua virtù al volante con quella di Clark. E non venitemi a dire Donington, non venitemi a dire Lotus, perché la manifesta superiorità di Chapman furono i suoi piloti (Hill, Rindt, Fittipaldi, Andretti, Peterson, Senna, etc) e non le sue auto che per quanto incredibilmente innovative, non posso non ammetterlo, erano altrettanto inguidabili e terribilmente pericolose. Clark e Rindt morirono di una morte orribile. Hill ci rimise entrambe le gambe e tirò i remi in barca. Solo per parlare di quegli anni lì.

come si dice a Bari, Clark è il migliore e chiacchere non ce ne vogliono :D

https://youtu.be/V6cm3eWEHM0
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da 330tr » 12/06/2016, 13:14

duvel ha scritto:
330tr ha scritto:
groovestar ha scritto:Io adoro Schumacher e sono un discreto fan di Senna, ma Clark non avrebbe mai compiuto gesti come Suzuka 90 o Jerez 97.

Questo fa la differenza


Clark era scozzese.
Senna brasiliano.
Questione di sangue nelle vene.
Urla di gioia e dolore, urla di "spirito latino" intrise di misticismo come quelle di Senna ad Interlagos '91 da Jim non le avremmo mai sentite.
"The quiet champion", pur nella similitudine d'aspetto, di origini "terricole" (entrambi cresciuti in fattorie..) e di velocità in pista, era esattamente l'opposto in termini di mentalità e di comportamento in pista. Non poteva essere altrimenti. Lo dimostra perfettamente lo scontro verbale tra anglicanesimo nordeuropeo e cattolicesimo animista latino Stewart/Senna. Due mondi apparentemente inconciliabili.


Non credo, Piquet e Fittipaldi (esattamente "Paulista" come lui) avevano un approccio differente.
Ma come tu hai esattamente riportato il mondo dai '60 agli '80 era cambiato.
Anche Schumacher doveva essere un "freddo" tedesco, però...
A mio parere il paragone tra Clark e Senna si ferma (e non è poco!) al fatto che sono tra i migliori di sempre, per il resto sono due personaggi agli antipodi


A volte mi piace pensare per stereotipi...trovare legami tra personaggi e civiltà di cui sono figli.
Certe volte i paragoni sono azzeccati..altri un pò meno! :mrgreen:
In effetti Mansell è inglese. Ma non è certo un Lord. Mansell è più...un hooligan (con tutto il rispetto eccetera). Schumacher? Tedesco, metodico, a caccia dell'obbiettivo..fino alle estreme conseguenze per raggiungerlo. Il fine è più importante dei mezzi.
Poi, ovviamente, ogni persona è differente, ma alcune caratteristiche legate alla cultura d'origine è indubbio permeino il loro animo e di conseguenza il modo di agire. Per me Senna è il rappresentante perfetto di quel brasile, come Clark un perfetto figlio delle sue highlands
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da 330tr » 12/06/2016, 13:22

leon_90 ha scritto:Secondo me Clark sta tutto nella prestazione di Zandvoort '67.
Tranquillo in quarta posizione, prende il suo tempo per studiare la novella 49. Tiene un ritmo costante, sereno.
All'interno.
All'esterno appare un pilota in corsa come tutti in buona posizione.
Hill si ritira.
Jim spinge un po' il piede sul pedale. Con equilibrio ed eleganza va in testa. Tiene, mantiene e aumenta. Vince.
Senna non aveva la stessa scintilla, non era neanche paragonabile la sua virtù al volante con quella di Clark. E non venitemi a dire Donington, non venitemi a dire Lotus, perché la manifesta superiorità di Chapman furono i suoi piloti (Hill, Rindt, Fittipaldi, Andretti, Peterson, Senna, etc) e non le sue auto che per quanto incredibilmente innovative, non posso non ammetterlo, erano altrettanto inguidabili e terribilmente pericolose. Clark e Rindt morirono di una morte orribile. Hill ci rimise entrambe le gambe e tirò i remi in barca. Solo per parlare di quegli anni lì.

come si dice a Bari, Clark è il migliore e chiacchere non ce ne vogliono :D

https://youtu.be/V6cm3eWEHM0


Ok, sono in minoranza :mrgreen:
Tuttavia no, dai...la Lotus ha sfornato vetture fenomenali, formidabili, imbattibili. Inguidabili? Non credo. Fragili di sicuro.
Sarò franco: Andretti non valeva di certo Peterson, e neppure Reutmann. Ma quella vettura era superiorissimerrima.
La Lotus 25 era avanti anni luce. La 49 era fuori portata. La 79 fuori dal mondo. Chapman era uno stramaledetto genio, e i suoi piloti degli ottimi cavalieri del rischio con 4 o 5 attributi almeno.
Comunque bando alle ciancie, il migliore di tutti è Ascari. Avrebbe fatto pole e dato un giro a tutti nelle medesime condizioni, per poi tornare a fare il pacioso salumiere a Milano come niente fosse.. :mrgreen:
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da duvel » 12/06/2016, 13:26

330tr ha scritto: Senna è quel tizio comparso dal nulla che dava un secondo al giro a quello considerato un ipercampione uguale o superiore agli Stewart, Lauda eccetera. Il Prost mitologico e fortissimo venne sconfitto da questo rompiscatole spocchioso e irritante.


Se ricordi bene, all'epoca Senna era l'Eroe e invece proprio Prost lo "spocchioso e irritante".
Prost sconfitto direi di no, fu pareggio
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da leon_90 » 12/06/2016, 13:39

330tr ha scritto:Tuttavia no, dai...la Lotus ha sfornato vetture fenomenali, formidabili, imbattibili. Inguidabili? Non credo. Fragili di sicuro.
Sarò franco: Andretti non valeva di certo Peterson, e neppure Reutmann. Ma quella vettura era superiorissimerrima.
La Lotus 25 era avanti anni luce. La 49 era fuori portata. La 79 fuori dal mondo. Chapman era uno stramaledetto genio, e i suoi piloti degli ottimi cavalieri del rischio con 4 o 5 attributi almeno.


Probabilmente hai ragione, devo ammettere che sono parecchio prevenuto nei confronti di Chapman. Non lo sopporto :D
Peró le Lotus non erano facili da guidare. Clark sulla 25 fece un botto da paura a Spa, la 49 era molto bizzosa quando apriva su tutti e 8 i cilindri, la 72 aveva delle uscite imprevedibili a causa della ancora primitiva aerodinamica e la 79 con quell'esasperato effetto suolo stava a terra come una sottiletta ma mai sia si staccasse e volava come un Boeing.
Erano pensate per vincere a tutti i costi, e questo sacrificava poi in qualche modo la affidabilità. Anche perché Chapman poi non conosceva neanche il significato della parola test pre-stagionali. Ecco perchè provo più stima per Penske che Chapman, pure essendo due figure molto diverse. Uno prendeva auto di altri e le rendeva imbattibili, l'altro le creava grazie anche ai suoi piloti
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da 330tr » 12/06/2016, 13:48

duvel ha scritto:
330tr ha scritto: Senna è quel tizio comparso dal nulla che dava un secondo al giro a quello considerato un ipercampione uguale o superiore agli Stewart, Lauda eccetera. Il Prost mitologico e fortissimo venne sconfitto da questo rompiscatole spocchioso e irritante.


Se ricordi bene, all'epoca Senna era l'Eroe e invece proprio Prost lo "spocchioso e irritante".
Prost sconfitto direi di no, fu pareggio


OT. Chi vince ha sempre ragione. Prost era ammirato da tutti; arrivò il ragazzo e si dimostrò immediatamente superiore. Tutti saltarono sul carro del giovane vincitore e simpatizzarono per lui. Io non seguivo ancora, Senna mi pareva un giovane velocissimo ma terribilmente antipatico. Devo dire qualche similitudine col Verstappen odierno. Nel 1990 diventai F1dipendente. Comprai la bibliografia di Prost. L'ho riletta pochi giorni fa. Oggi affermo senza tema d'essere smentito che Prost ERA spocchioso e irritante. "Padrone del mio destino". Già il titolo mette l'orticaria. Il contenuto fa venire il prurito al pancreas..ma tant'è. I numeri, a mio parere, non rendono giustizia del dominio di Senna in quel biennio. Prost fu superiore al brasiliano in rare occasioni, e gli fu pari in quel Suzuka '89. Ma, e lo confessa a denti stretti anche Prost, Senna era molto più veloce di lui. Dice Prost che sul giro singolo semplicemente era imbattibile, e in gara si prendeva rischi che lui non era disposto a correre. Fine OT.
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da duvel » 12/06/2016, 14:08

330tr ha scritto:
duvel ha scritto:
330tr ha scritto: Senna è quel tizio comparso dal nulla che dava un secondo al giro a quello considerato un ipercampione uguale o superiore agli Stewart, Lauda eccetera. Il Prost mitologico e fortissimo venne sconfitto da questo rompiscatole spocchioso e irritante.


Se ricordi bene, all'epoca Senna era l'Eroe e invece proprio Prost lo "spocchioso e irritante".
Prost sconfitto direi di no, fu pareggio


OT. Chi vince ha sempre ragione. Prost era ammirato da tutti; arrivò il ragazzo e si dimostrò immediatamente superiore. Tutti saltarono sul carro del giovane vincitore e simpatizzarono per lui. Io non seguivo ancora, Senna mi pareva un giovane velocissimo ma terribilmente antipatico. Devo dire qualche similitudine col Verstappen odierno. Nel 1990 diventai F1dipendente. Comprai la bibliografia di Prost. L'ho riletta pochi giorni fa. Oggi affermo senza tema d'essere smentito che Prost ERA spocchioso e irritante. "Padrone del mio destino". Già il titolo mette l'orticaria. Il contenuto fa venire il prurito al pancreas..ma tant'è. I numeri, a mio parere, non rendono giustizia del dominio di Senna in quel biennio. Prost fu superiore al brasiliano in rare occasioni, e gli fu pari in quel Suzuka '89. Ma, e lo confessa a denti stretti anche Prost, Senna era molto più veloce di lui. Dice Prost che sul giro singolo semplicemente era imbattibile, e in gara si prendeva rischi che lui non era disposto a correre. Fine OT.


E mi sento di confermare.
Ma negli '80 come già nei '70, essere "solo" il più veloce non era già la condizione più indispensabile, altrimenti Peterson avrebbe vinto qualche titolo. E personalmente fossi stato Chapman gli preferivo Fittipaldi o Andretti (appunto).
Senna generalmente era più veloce di Prost, ma per il resto Alain era superiore ad Ayrton. Parere personale 8-) Fine OT
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da 330tr » 12/06/2016, 14:17

Dopo l'esperienza Ferrari '91 del francese..le corse sul bagnato..gli sverniciamenti senza minimo combattere subiti..opinione superdiametralmente opposta 8-) .
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