Sicurezza

Aneddoti, immagini, informazioni inerenti le vecchie stagioni

da Baldi » 25/08/2015, 8:31

Apro questo topic in concomitanza con la tristissima notizia della morte dell'inglese Justin Wilson per aprire un dibattito sulle problematiche attuali in merito alla sicurezza ma anche per parlare (visto che l'ho messo in "storia") di tutto quello che si è fatto o si poteva fare per migliorarla.

Tenuto conto che molto si è fatto, gli ultimi tristi avvenimenti evidenziano soprattutto che sul fronte della sicurezza passiva, la parte più delicata ed esposta rimane la testa.

Ormai molto spesso i caschi (benchè migliorati dopo la morte di Senna) non sempre offrono una adeguata protezione al pilota.

L'Hans sembra aver scongiurato il colpo di frusta.
Le protezioni laterali e le regole sui roll-bar hanno permesso una adeguata protezione in caso di capottamento.
Ma una "falla" permane.

Quello che si è paventato negli incidenti Liuzzi-Schumacher e Raikkonen-Alonso quest'anno, è venuto fuori (sia pure con modalità diverse) con Jules Bianchi e Justin Wilson.


Ora si parla tanto di modificare la zona abitacolo per aumentare la protezione passiva.
Lo studio Mercedes è già un passo avanti, si parla anche del cupolino di derivazione aeronautica...
che potrebbe risolvere enormemente la situazione ma potrebbe avere serie controindicazioni in merito all'estrazione veloce del pilota dopo un incidente (secondo me risolvibile) o di visibilità in caso di pioggia (giocoforza ci vorranno appositi tergicristalli).
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da groovestar » 25/08/2015, 9:05

È una decisione che attiene il vietare o meno, in tutte le categorie, gli abitacoli aperti.

Dovrebbe essere una scelta dei piloti, i quali in ogni caso non sono molto convinti sulla soluzione in oggetto, vuoi anche per la tradizione.

Forse si può fare di più per evitare situazioni stile bianchi, ma ben poco in quelle tipo massa/Wilson
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da Baldi » 25/08/2015, 9:36

Non sono del tutto tranquillo a pensare che una simile decisione debba essere attribuita ai piloti.

Ricordo che un certo Regazzoni (e non solo lui) era contrario al casco integrale preferendo il jet.

Indubbiamente la soluzione non è facile.
Dal punto di vista estetico un abitacolo chiuso non mi piace per niente, però se di sicurezza si tratta...

Credo che un cockpit stile aeronautico potrebbe essere la soluzione.
Dotato di tergicristalli e di un sistema di rimozione veloce, magari comandabile anche dal di fuori.
Di certo andrà stidiata bene.
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da 330tr » 25/08/2015, 10:46

Più o meno tutti gli ultimi incidenti mortali riguardano impatti sul casco, a partire da Surtees, alla de Villota (a cui Dio ha regalato un pò di tempo per salutare i propri cari), a Bianchi (a cui purtoppo non è stato fatto alcun regalo), a quest'ultimo.
È ovvio che se si vogliono salvare vite bisogna agire.
L'automobilismo, specialmente a ruote scoperte, resterà sempre pericoloso, ok, ma è un dovere "civile" far sì che lo diventi sempre meno.
Io non voglio uno sport "per preti e becchini".
Dopo la morte di Senna ho smesso per anni di vedere la F1. Una cosa che dà dolore non può essere piacevole. Deve dare brividi, non nausea. Gli appassionati del sangue facciano un abbonamento al macello.
Se avrò tempo vi sottoporrò una mia idea con un fotomontaggio
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da Powerslide » 25/08/2015, 10:57

Certamente la testa del pilota è la più esposta, anche perchè è rimasta la sola.

Da sempre l'auto scoperta è stata sinonimo di sportività, di corse.
In endurance sta per essere vietata, è arrivato il momento di farlo anche nelle formule?
In nome della sicurezza può darsi, ma a forza di sterilizzare resterà ben poco dello spirito iniziale.
In fondo, come diceva Lauda, correre è un po' sentirsi stupido mentre si gira in tondo.
Forse a questo punto si potrebbero vietare le corse: sport pericoloso ed inutile visto che non contribuisce più alla ricerca e allo sviluppo (ammesso l'abbia mai fatto).
Idem però dicasi di altre discipline: dall'alpinismo ai tuffi da grandi altezze.
Sennò mettiamoci in testa che gli sport motoristici sono potenzialmente pericolosi e che i piloti provano piacere anche per questo.
E' l'atavico concetto di sfida che però nell'odierna società è poco accettato. E non è detto sia necessariamente un male, ma rende tutto un po' grigio uniforme ed insipido.

Scelta difficile per chi ama i motori, ma che va fatta e sostenuta senza false ipocrisie e senza nascondersi dietro un dito.

Personalmente considero l'incidente di Wilson una pura fatalità, come se fossi uscito di casa e fossi stato colpito da un vaso di fiori caduto da chissà quale balcone.
Diverso il discorso per Bianchi e, a mio parere, più preoccupante quello accaduto in GP2 dove un pilota si è fratturato una vertebra cervicale perchè le protezioni non sono riuscite a compiere completamente il proprio lavoro.
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da Jackie_83 » 25/08/2015, 11:24

Non credo che una copertura risolverà magicamente i problemi
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da bschenker » 25/08/2015, 11:29

Anch io sono per fare quello che serve alla sicurezza entro delle limite ragionabile, sieti sicuri che una copertura risolva tutti i problemi?

Sicura se per esempio un estintore arriva in un certo angolo, resiste o quanto forte deve essere per resistere.

Anni fa nella Zona di Basilea un Bizzarini Griffo ha investito a alta velocita un ciclista che uscita da una stradina privato in uscito di un bosco. In quel incidente la bicicletta si infilatto nel abitacolo rompendo il parabrezza, certamente una fatalita pero dimostra che anche l'impensabile e possibile. (I due, ciclista e guidatore, piu o meno ferito sono sopravisuta.)

.
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da Niki » 25/08/2015, 11:31

330, stavolta non concordo con quello che hai scritto.
Se hai paura che qualcuno possa farsi male o morire allora non devo più guardare auto, moto, motoscafi, ciclismo, regate, alpinismo, e così via.
Una cosa è essere appassionati del sangue, un'altra l'incompetenza totale.
I piloti in un discorso del genere non dovrebbero mettere becco.
Come ha scritto Baldi, o per spavalderia ((probabilmente) Regazzoni), o per idiozia e sottocultura (Earnhardt), o per altro, i piloti farebbero come hanno fatto per l'introduzione dell'Hans salvo, poi, accettarlo normalmente come qualcosa che hanno da sempre.
Qualche pilota potrebbe anche essere in buona fede, ma senza rendersi conto del possibile rischio. Il tizio di un negozio di modellismo dove ogni tanto và Pirro, mi raccontava che Emanuele gli diceva che vari piloti preferiscono gli abitacoli aperti a quelli chiusi, sto parlando dei prototipi, per questioni di visibilità specialmente quando piove.
Per cui è qualcosa che dovrebbe venire imposto, invece di quelle minchiate di termocoperte (lasciate per "motivi di sicurezza"), delle 18 mescole da utilizzare, o perchè nell'immaginario collettivo la monoposto ha l'abitacolo aperto, come mi sembra una volta disse quello .
L'unico problema dell'abitacolo chiuso è uscire dalla macchina. Negli ultimi anni si son visti piloti uscire dall'auto capottata slacciandosi le cinture e contorcendosi, magari aiutati dai commissari. Questo, con un abitacolo chiuso, sarebbe impossibile.
Ultima modifica di Niki il 25/08/2015, 11:35, modificato 1 volta in totale.
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da Baldi » 25/08/2015, 11:35

L'imponderabile accadrà sempre.

Difatti le modifiche e le innovazioni sulla sicurezza vengono generalmente pensate ed imposte DOPO un incidente.

Mi consola pensare però che l'incidente di Senna ha salvato Schumacher, Kubica, Villeneuve jr. Zanardi ecc...
E che tutti gli incidenti avvenuti abbiano contribuito a salvare quei piloti che, successivamente, hanno avuto incidenti importanti.

Mi piace pensare che l'incidente di Bianchi e di Wilson salveranno altri piloti nel momento in cui si porteranno avanti altre evoluzioni.
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da avvocato » 25/08/2015, 11:44

Mah, io vado un pò controcorrente. Penso che la categoria della Indycar sia una formula pericolosa, scarsamente competitiva e veramente figlia della spettacolarizzazione TV, di un certo concetto americano dello sport che noi europei non possiamo concepire.
Questi circuiti ovali, quasi tutti uguali, per di più senza vie di fuga, esaltano scarsamente il talento. In più non si corre mai con la pioggia, che in tanti casi rivela la vera classe al volante. La safety car, proprio per la conformazione dei circuiti, spesso neutralizza la corsa, vanificando i vantaggi, azzerando la competizione ed annullando i reali valori in campo.

Ammetto un mio pregiudizio verso la categoria, ammetto che non mi diverto a guardarla, anzi mi angoscia. Per questo da sempre la ignoro. Quindi il mio giudizio è prevenuto, non obiettivo.
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da Niki » 25/08/2015, 12:02

Ti quoto, anche io non ho mai seguito la Indy o Cart o come si chiamava prima, salvo saltuariamente qualche gara. Più che altro sugli stradali, a parte qualche 500 Miglia, ma si contano sulle dita di una mano.
C'è da dire però che sul fatto della sicurezza gli americani sono avanti anni luce rispetto all'Europa.
Tant'è che hanno stravolto le auto adottando quelle specie di paraurti per evitare decolli in caso di toccate tra gomme.
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da 330tr » 25/08/2015, 12:13

Baldi ha scritto:L'imponderabile accadrà sempre.

Difatti le modifiche e le innovazioni sulla sicurezza vengono generalmente pensate ed imposte DOPO un incidente.

Mi consola pensare però che l'incidente di Senna ha salvato Schumacher, Kubica, Villeneuve jr. Zanardi ecc...
E che tutti gli incidenti avvenuti abbiano contribuito a salvare quei piloti che, successivamente, hanno avuto incidenti importanti.

Mi piace pensare che l'incidente di Bianchi e di Wilson salveranno altri piloti nel momento in cui si porteranno avanti altre evoluzioni.


Condivido in pieno.
E aggiungo, vedo un pò controcorrente, che non possiamo dire "fatalità..", perché non lo è più. Qui c'è una casistica continua, un rischio reale, apprezzabile. Qui è morta della gente che forse, con sistemi ancora da pensare o vagliare, poteva ancora abbracciare i propri figli.
Capisco bene che possa succedere che alla macchina esploda una gomma, sbandi, prenda il volo e finisca per schiantarsi su una roccia oltre la pista, per dire. Imponderabile. Il caso. Il fato.
Ma qui siamo nella ripetitività dell'evento: oggetto in faccia, ferito (Massa) o morto.
Che perlomeno si apra un dibattito. Anche perché mi pare che si stia parlando solo di abitacoli chiusi. Non piacciono? Esistono altre ipotesi? Discutiamone. Chiudere il discorso dicendo "o così o niente perché Pintacuda correva con una macchina aperta" mi sa di preconcetto. Non sta scritto in nessuna tavola mosaica che la F1 debba avere l'abitacolo fatto così o il motore dietro..
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da 330tr » 25/08/2015, 12:29

avvocato ha scritto:Mah, io vado un pò controcorrente. Penso che la categoria della Indycar sia una formula pericolosa, scarsamente competitiva e veramente figlia della spettacolarizzazione TV, di un certo concetto americano dello sport che noi europei non possiamo concepire.
Questi circuiti ovali, quasi tutti uguali, per di più senza vie di fuga, esaltano scarsamente il talento. In più non si corre mai con la pioggia, che in tanti casi rivela la vera classe al volante. La safety car, proprio per la conformazione dei circuiti, spesso neutralizza la corsa, vanificando i vantaggi, azzerando la competizione ed annullando i reali valori in campo.

Ammetto un mio pregiudizio verso la categoria, ammetto che non mi diverto a guardarla, anzi mi angoscia. Per questo da sempre la ignoro. Quindi il mio giudizio è prevenuto, non obiettivo.


Perfettamente d'accordo sulla pericolosità degli ovali, tant'è vero che più o meno tutti i morti nella indycar negli ultimi 30 anni si son visti lì (avevo riportato una casistica tempo fa, mi pare siamo ormai 9 su ovale contro 1, Krosnoff su circuito, cittadino, ma da verificare).
Per il resto ciò non fa cambiare di una virgola il discorso, come ci ricordano gli europei Massa, Surtees, De Villota, Bianchi eccetera.
Ps io della Indy seguo solo la 500 miglia. La vedo un pò come prova unica, un mondiale su gara singola. Gli altri ovali non mi attraggono, soprattutti i corti da 1 miglio. Ma esistono piste stupende, non ancora violentate come nel fantastico mondo di Bernie, tipo Road America ecc, e lì il pilota esce eccome!
Memorabile resta per me Surfers Paradise 1993. Debutto col botto di Mansell. E tutte le corse dell'epopea Zanardi. Macchine meravigliosissime, lotte in pista che noi "schiavi col paraocchi" della F1 ci sognavamo. In quel periodo mi ha fatto reinnamorare dell'automobilismo
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da duvel » 25/08/2015, 12:33

330tr ha scritto:
Io non voglio uno sport "per preti e becchini".
Dopo la morte di Senna ho smesso per anni di vedere la F1. Una cosa che dà dolore non può essere piacevole. Deve dare brividi, non nausea. Gli appassionati del sangue facciano un abbonamento al macello.


Tutte le migliorie che contribuiscono ad aumentare la sicurezza sono e saranno ben accette, è chiaro.
Le frasi che ho quotato, perdonami, mi sono sembrate un po' eccessive: non ho mai conosciuto appassionati di motori che cercassero "appagamento" nello spargimento di sangue o in qualche particolare incidente, nè adesso nè qualche decennio fa quando il numero delle fatalità erano ben superiori.
Purtroppo non possiamo far finta di niente, gli sport motoristici saranno sempre pericolosi, possiamo adottare tutte le misure del caso ma anche se in misura minore del passato ci saranno ancora occasioni in cui qualche "scheggia impazzita" ci farà dire "ah sarebbe bastato 1 centimetro sopra" oppure mezzo secondo prima o dopo. A me fa dispiacere ma non nausea altrimenti dovremmo accettare il fatto che i piloti son sempre stati degli idioti, e di questo Sport avrei smesso di appassionarmi ben prima
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