Lorenzo BANDINI

Aneddoti, immagini, informazioni inerenti le vecchie stagioni

da avvocato » 17/10/2017, 14:45

Brands Hatch, marzo 1967, Corsa dei Campioni, 2° posto assoluto. Questa comunque è una foto che con ogni probabilità risale alle prove mattutine dei giorni precedenti la gara, vista la luce intensa e le ombre lunghissime.
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da jackyickx » 17/10/2017, 15:38

Sicuramente caro avvocato, in gara Lorenzo aveva il casco con la visiera bianca
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da sundance76 » 22/10/2017, 17:41

Alla partenza del G.P. Stati Uniti '66 al Glen.

Lorenzo rimase in testa fino al 35° giro.
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"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

http://www.youtube.com/watch?v=achUvYrtqLU
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da Mclaren7C » 08/11/2017, 9:26

Due foto di Lorenzo durante il gp degli USA '66, con la Ferrari 312. Nella foto in basso è insieme a Forghieri.

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da avvocato » 09/11/2017, 14:12

Foto bellissime!

La prima foto, con lo scudetto NART sulla carrozzeria, scattata durante la gara, la seconda foto, con lo scudetto Ferrari tradizionale, durante le prove.
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da sundance76 » 09/11/2017, 16:44

Mai viste prima, grazie mille!
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da Mclaren7C » 11/11/2017, 10:25

Grazie a voi!! :D

Altri due scatti del gp degli Stati Uniti del '66, con Lorenzo protagonista. Gli scarichi della 312 sono bellissimi. 8-)
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da Migault » 15/11/2017, 10:06

Stavo facendo vedere la puntata di Sfide alla mia donna e quando siamo arrivati a Borsari che raccontava di Bandini che non rispondeva più ai suoi segnali ho pensato al fatto che Bandini potesse aver pensato: "Socmel, questa barca non riesce a riprendere Hulme, che avrà un guasto visto che mi dicono che sto guadagnando terreno, anche se non mi sembra, e questi qui dai box ogni volta si aspettano che alzi il pugno come un cowboy ogni volta che passo sul traguardo... Va a fè al pugnetti valà..." :angry-cussingwhite:

E hanno avuto tutti il coraggio di parlare di stanchezza, una cosa tipica per chi vince una 1000 km...

Grazie a questo forum, siete GRANDI! :clap:
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da Jackie_83 » 15/11/2017, 12:55

Io ormai ogni volta che sento parlare di stanchezza come causa dell'incidente ho prurito alle mani...

Spero sempre che qualche anima pia e del mestiere raccolga questo immenso contenitore di dati e fatti, lo riordini per bene e lo dia alle stampe

Perché dopo 50 anni, di sentire ancora sta balla colossale come verità assoluta non se ne può più...

P.s.
È vero che il rottame della 312 di Montecarlo rimase abbandonato per mesi sotto un telo nel cortile interno della fabbrica?

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da groovestar » 15/11/2017, 16:12

Molti documentari sono purtroppo datati e portano con se, alimentandole, verità ufficiose.
Chissà perchè Borsari era convinto si trattasse di stanchezza, a parte la questione dei segnali.
Che qualcuno fosse in cattiva fede ci sta, ma se per qualcuno questa fosse una effettiva convinzione?
Possibile che ci sia qualcosa, magari anche alieno dai ragionamenti fatti, che li motivasse a credere ciò?
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da jackyickx » 15/11/2017, 17:03

Borsari non fece altro che ripetere l'opinione di Forghieri che più volte ha ripetuto che avrebbe voluto o dovuto fermare Lorenzo.
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da groovestar » 15/11/2017, 17:57

Ma è possibile che personaggi di tale spessore, anche intellettuale, possano aver tratto siffatte conclusioni unicamente dalle mancate segnalazioni?
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da Powerslide » 15/11/2017, 18:13

Personalmente non mi sono mai sentito di escludere il fattore stanchezza come causa o concausa dell'incidente, mi sono limitato a rilevare come i tempi di Lorenzo non fossero così ondivaghi come riportato dalle fonti dell'epoca.
Anche Siegfried Stohr, che qui dentro mi pare il più indicato a dare un giudizio da pilota, ha spiegato, su sua esperienza personale, cha la stanchezza che si può provare a Montecarlo non ha nulla a che vedere con quella di una 24ore.
Anche Margherita suffraga la tesi da sempre sposata da Forghieri e Borsari, il che non significa sia giusta a prescindere, ma neppure lo esclude.
Spesso gli incidenti dipendono da più fattori che si concatenano e non da uno soltanto.
Una cosa si può escludere: che Bandini fosse completamente bollito o addirittura semincosciente come si è sentito dire.
La figura dell'eroe che resta in campo fino all'ultimo respiro era ancora valida allora e non bisogna pensare che dietro ci fosse chissà quale intrigo. Si era molto più ingenui e romantici.
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da groovestar » 15/11/2017, 18:20

Condivisibilissimo.
Ripenso a Bottas a Singapore, senza acqua con umidità folli, che ebbe ad accusare problemi di vista causati dallo sforzo fisico, nonostante una preparazione atletica decisamente non paragonabile a quella di 50 anni fa.
Davvero da pelle d'oca.

Dalla sua Mark Webber spiegava benissimo le difficoltà a correre a Montecarlo: un reset completo giro per giro, dove la prestazione è sempre sul filo ed al limite, dove rilassarsi equivale all'esagerare e può portare ad errori fatali, dove la concentrazione va oltre il massimo e si richiede uno sforzo mentale non indifferente. Questo nel 2012, figurarsi nel 1967.
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da SiegfriedStohr » 16/11/2017, 12:14

La mia esperienza a Monaco in F.3 è che ero crollato fisicamente dopo pochissimi giri. Più che stanchezza era stata una incapacità di prendere il giusto ritmo. Ma poi mi ero ripreso dopo aver tirato il fiato e l'ultimo dei 20 giri (solo 20!) era stato il mio più veloce. Erano passati solo 11 anni dal dramma di Lorenzo. Tre anni dopo ci correvo col F.1. Sicuramente più difficile da guidare rispetto al poco potente F.3 ma una volta prese le misure non era un camion. Girando solo 10" più veloce del mio F.3 ho fatto il 14° tempo pur con la frizione montata a rovescio. 100 giri a Monaco erano tanti ma un pilota lo sapeva prima di partire e su quella distanza impostava il suo ritmo. Poi in gara possono cambiare tante cose: un problema al cambio, un momento di disidratazione anche stanchezza ovviamente (Hulme ha vinto in 2h34'): ma un pilota dell'epoca la sapeva certo gestire visto che guidavano anche più di 12 ore in un giorno. Poi come sappiamo, un pilota può sempre sbagliare o avere un problema al cambio e ne avete parlato con la massima documentazione possibile. Quello che trovo contraddittorio è che il box Ferrari da una parte lo vedeva stanco, dall'altra lo incitava con false segnalazioni. E il cronologico dei tempi che avete mostrato non segnala un "progressivo" crollo di prestazioni. Ovvio che per lo meno ci fossero due visioni all'interno del box. Franco Lini ha già dimostrato la sua spregiudicatezza anche con Margherita all'annuncio spettacolo della morte di Lorenzo. Per me le false segnalazioni di distacco erano opera sua, ai tempi si usava. I piloti venivano considerati come dei purosangue che ogni tanto andavano frustati. Se ricordo bene l'avvocato c'era e ne ha parlato. Forghieri (a proposito auguri Mauro rimettiti subito) disse la sua, ma non so se a distanza di tanti anni e a freddo potrebbe aggiungere qualcosa.
Concedetemi solo una piccola lettura: dopo questa tragedia il rispetto per il morto non c'è stato. C'è stata una "verità" ufficializzata pure dal libro di Lini. Ma quanti piloti sono morti sbagliando una curva? Tanti. Ma dire che era in bambola (Phil Hill per primo e la sua testimonianza è di un protagonista), che aveva respirato vapori di benzina (?), che aveva gli occhi chiusi (!) e la testa che penzolava senza che questo fosse confermato dai tempi sul giro a me è sembrato caricare una versione che poteva anche essere vera, ma che veniva esagerata. I documenti che avete raccolto dopo tanti anni, il filmato in particolare che per me dimostra che è entrato in curva in quinta marcia (errore suo o problema?), il relitto trovato col cambio in quinta e poi pare abbandonato in un angolo a Maranello, offrono un ventaglio di riflessioni più ampio. E come non ricordare che Patrick Head nel 1994 ha dichiarato che Senna è andato dritto per avere tolto il piede dal gas in una curva che si faceva in pieno anche sul bagnato? E il video e la telemetria subito sparita? Ma forse, come il recente caso di Jules Bianchi dimostra, dietro certe posizioni ci sono solo problemi legali di responsabilità. La morte di tanti piloti spesso non permetteva, per le condizioni del relitto, di avere la certezza sulle cause dell'incidente (errore o rottura).
Ma in tanti casi c'è stato più rispetto (D. M.).
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