Rally - Libri

Estratti della carta stampata e suggerimenti sui libri relativi al mondo dei motori

da stepv11 » 26/04/2012, 13:02

Tirrenia Rally, seconda parte.

Finalmente il sabato sera si parte e come al solito tutti dubbi e le preoccupazioni si dissolvono come nuvole al sole. Durante il trasferimento mi rendo conto di essere a bordo di un vero e proprio missile e capisco anche che capire una macchina simile durante il primo trasferimento è cosa impossibile. Riuscirò a dare le note con i tempi giusti? Poi si inserì anche il tempo con una pioggerella leggera. E che cosa pretendere di più?
La prima prova era il Monte Serra, la prova che conoscevamo di più in assoluto per averci corso un sacco di volte. Ecco lì mi è rimasto un altro ricordo indelebile. Dopo una serie di curve leggere c'è un allungo di circa duecento metri e poi un tornante sinistro che inizia la salita e lì su quella staccata, iniziai a capire che stavo su una macchina da corsa, di quelle vere: su quella staccata pensai che era finita, e mi vidi entrare nel terrapieno esterno a gran velocità  :o. E invece, appena Orazio toccò i freni, la macchina sembrò come planare e girammo il tornante senza alcun problema. Infatti l'impianto frenante era quello che la March adottava all'epoca sulle proprie formula due..... Arrivammo così tranquillamente in fondo alla prova, secondi dietro una Manta 400 gr.B ex Conrero, con alla guida uno alla nostra portata. Comunque sia decidemmo che era necessario temporeggiare e così dopo sei prove, metà gara, eravamo secondi dietro la Manta con meno di 20 secondi di distacco ed avevamo vinto anche una prova. Tutto sommato bene, anzi benissimo. Ma si sa, l'appetito viene mangiando, così al riordino rimanemmo in macchina per fare un briefing strategico, sapendo che lì dentro non ci avrebbe rotto le scatole nessuno. Guarda strano fu deciso di attaccare per vincere, approfittando del fatto che la prova successiva, Borgo a Buggiano, era uno dei nostri cavalli di battaglia. Ed infatti la vincemmo alla grande pur con qualche piccolo rischio, ma fu lì che mi resi conto delle enormi potenzialità complessive di quella macchina, che probabilmente stavamo sfruttando in minima parte. Dai picchia e meno arrivammo alla penultima prova con cinque secondi di distacco e lì avevamo già vinto la prova la primo giro... Purtroppo facemmo un grave errore: era piovuto da poco, ma secondo Volta il fondo si stava asciugando e le slick sarebbero andate in temperatura lo stesso. Io ero contrario, poichè pensavo che l'uomo non avesse ancora la macchina completamente in mano.
Dopo una lunga serie di tentennamenti, in cui addirittura montammo le intermedie e poi di nuovo le slick, decidemmo appunto per le slick. E sbagliammo. Dopo i primi cento metri, entrammo nel sottobosco e lì l'asfalto era completamente bagnato, addirittura c'erano rigagnoli d'acqua piuttosto frequenti. Insomma non c'era verso stare diritti e nemmeno aprire il gas. Così, e ci andò tanto bene perchè poi l'asfalto era più asciutto,  il nostro distacco tornò a circa quindici secondi, con una sola prova da disputare.

E lì venne fuori il carogna che deve essere un naviga.  Al controllo orario prima della partenza della prova, parlando con il naviga avversario, gli dissi in modo tranquillo, perchè dicevo la verità, che avremmo fatto una passeggiata e mi congratulai con lui per la bella gara fatta. Chiaramente, conoscendomi, non mi credette nemmeno un secondo, anzi nello sguardo vidi chiaramente un sinistro pensiero" guarda sto ********o, che caxxate mi racconta..".
Applicai il capitolo primo della psicologia applicata ai rally "Dire la verità solo quando sai che nessuno ti crederà"
Fu così che poco dopo metà prova trovammo la Manta fuori strada con i due, vivi e vegeti, appollaiati sul terrapieno adiacente. Chi li ha visti passare racconta ancora di avere avuto paura, ma in realtà furono loro ad avere avuto paura....
Mi piace ricordare che quella vittoria, in quella che è stata anche la mia ultima gara, fu frutto anche della mia astuzia, ma comunque sia,  è bello attaccare il casco al chiodo con una vittoria.
Agevolo foto ricordo, con aneddoto finale: tutti mi prendevano per il culo perchè non riuscivo a stappare lo spumante..

http://imageshack.us/photo/my-images/39/tirreniarally.jpg/
Ultima modifica di stepv11 il 26/04/2012, 13:11, modificato 1 volta in totale.
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da sundance76 » 26/04/2012, 13:44

Cosa aspettiamo a raccogliere queste perle in una sezione apposita come quelle di Power e Pedro?  :o

O lo stiamo già facendo?
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

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da Powerslide » 26/04/2012, 14:33

Ma finchè non avete visto la Manta fuori stavate veramente passeggiando?  8)

Mi unisco al coro di formare una sezione apposita (con la promessa di stepv11 che sarà moooooooolto voluminosa  :thumbup:)
Io non accetto che per trovare l’effetto suolo si debba strisciare per terra. Secondo me è assurdo, è immorale da un punto di vista tecnico. (Mauro Forghieri)
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da stepv11 » 26/04/2012, 16:34

[quote="Powerslide"]
Ma finchè non avete visto la Manta fuori stavate veramente passeggiando?  8)

[/quote]

Assolutamente vero, perchè rischiare? Se rimanevano freddi era praticamente impossibile prenderli, insomma dovevano sbagliare, e sbagliarono ;)
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da Mclaren7C » 28/04/2012, 9:52

Lo staff di GPX è al lavoro per raccogliere questa miniera d'oro che sono i racconti di stepv11, sempre in grado di farci vivere in prima persona il mondo dei rally.  :thumbup:
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da Mclaren7C » 29/04/2012, 8:39

"Le note di stepv11" sono state pubblicate basta dare un'occhiate in home page......  ;)

http://gpx.it/
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da stepv11 » 02/05/2012, 8:42

[quote="Mclaren7C"]
"Le note di stepv11" sono state pubblicate basta dare un'occhiate in home page......  ;)

http://gpx.it/
[/quote]

Grazie mille, davvero, un grande onore per me!!!
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da sundance76 » 01/09/2012, 7:54

[quote="sundance76"]
[quote="sundance76"]

- "Una vita nel sole: i rally, il pane, le donne", Arnaldo Cavallari con Giovanni Bertizzolo, 2006.

[/quote]

Il libro in questione è davvero divertentissimo, goliardico, eccentrico. Lo consiglio a tutti, Pennywise in testa, vedere il sottotitolo  :asd: Sotto la copertina vi riporto l'intervista che però riguarda solo la parte agonistica, per il resto bisogna consultare il libro  :D

[......................]


[/quote]

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da sundance76 » 01/10/2012, 21:50

Da AutoSprint n.40 del 1972, Cavallari racconta "El Desafio de los Valientes", gara in Argentina per promuovere il lancio della Fiat 125 sul mercato sudamericano.

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da sundance76 » 30/10/2013, 13:24

E' appena uscito anche quest'altro libro:

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da stepv11 » 13/12/2013, 17:48

Rally Città di Modena - 1981

E' il nostro debutto sulla Ford Escort RS2000 Gr.1, macchina che in versione kit Cosworth  aveva circa 160 cv e che era la vettura più competitiva nella classe 15 (da 1600 cc a 2000 cc). Le avversarie più pericolose erano le Opel Kadett e le Ascona, che erano forse un pelino migliori come assetto, ma lasciavano sul campo una decina di cv e soprattutto non avevano i dischi freno autoventilanti, che nelle prove in discesa erano davvero un bel gadget. D’altra parte nel Campionato Internazionale Rally, imperversava Bentivogli e prima di lui Presotto con la stessa macchina,  ufficiale Ford. L’avevamo acquistata da Boretti, futuro Campione Italiano con la Lancia Rally nel 1983,  ed era veramente una bella macchina, molto curata e competitiva. Con la Simca ed i suoi 80 cv dopo due gare ci eravamo resi conto di non trovare quelle scariche di adrenalina che ci erano necessarie ;) e così decidemmo il passaggio di classe. Inoltre le prime due gare fatte erano Rally di Seconda Serie, mentre questo era un Prima Serie con oltre 100 km di prove speciali, di cui una buona parte in discesa.
Un bel salto doppio carpiato, non nel vuoto per fortuna, ma comunque abbastanza impegnativo, come vedremo nel seguito.
Come prima cosa, da perfetto incosciente e dando per scontato che la macchina dovesse essere prima bella  e poi competitiva, mi misi al lavoro sulla grafica: la macchina era blu scura e questo rendeva più difficile intervenire sui cromatismi. Dopo vari studi su bozzetti scelsi la grafica allora utilizzata dall’Audi sulla Quattro con una scalatura di colori dall’arancio al bordeaux. Ancora non sapevo a cosa si andava incontro….
Per prendere le note avevamo a disposizione una Lancia Delta 1300 di serie utilizzata fino ad allora dalla Sig.ra Miranda per andare a fare la spesa, un'altra bella minchiata e se sommi tante piccole minchiate produci una grande caxxata.
Tutto ok alle verifiche sportive e tecniche, tutto a posto con l’organizzazione dell’assistenza e qui devo dire che ero già abbastanza meticoloso e attento, pur essendo soltanto alla terza gara in carriera. Al solito ero molto tranquillo prima della partenza. Gli avversari come sempre erano facilmente individuabili in base al loro curriculum, ma a noi interessava poco, eravamo lì solo per imparare…..
Finalmente si parte, in trasferimento controllo mille volte che sia tutto ok, radar, tripmaster, note, cb e mi tocco una decina di volta i gioielli personali ogni qualvolta mi viene in mente un pensiero nefasto come un albero secolare che entra in macchina di lato oppure un bel salto olimpionico in un burrone con atterraggio quantomeno incerto. Ma purtroppo alla partenza della prima prova ci attende una insana sorpresa: il Commissario non ci fa partire, si affaccia al finestrino chiuso e chiede di aprirlo, dicendo che con il pilota senza i guanti ignifughi non possiamo entrare in prova. Caxxo….. Intanto, sadicamente, ci fa vedere che è partito il cronometro. Inizia la ricerca dei guanti che per fortuna, o forse grazie alle varie bestemmie lanciate con continuità, saltano fuori rapidamente. Si parte con un handicap di 18 interminabili secondi. Ecco quindi una ulteriore minchiata. La prova la facemmo molto male, soprattutto considerato che era di rodaggio, ma anche perché c’era uno sporco pazzesco, in certe curve mi ricordo sembrava di essere sulla terra da quanta ghiaia di riporto c’era. La seconda prova ci convincemmo che orami la classifica era compromessa e si decise di andare a fare una girata esplorativa.  Altra convinzione errata. Mai pensare di contenere le prestazioni senza sapere quali sono le possibili prestazioni. Meglio vivere alla giornata e semplicemente non rischiare niente. Fu così che alla terza prova il cronometrista quasi strabuzza gli occhi quando  vede il nostro tempo: terzi di classe! Ed al solito tra gli ultimi a partire non ci sono quelli notoriamente più veloci della classe… Noi pensando di avere fatto una girata ci chiedemmo: ma sono fermi questi o siamo noi delle bestie? Ovviamente si scelse la seconda opzione, anche se erano sbagliate tutte e due, dato che quella giusta era semplicemente che eravamo delle minchie.
Quarta prova: siamo gasati a mille, era la prova più facile e tutta in salita. Siamo già nella fase in cui o si fa il tempo o si muore. Minchiata massima data la nostra esperienza.
In macchina non mi accorsi di nulla, ma dopo nel tempo, correndo tante gare, ho capito che forte in quel modo non siamo quasi mai più andati. Si saliva come un aereo, con uscite di traverso pulite e redditizie, la macchina non si impuntava mai, insomma uno spettacolo. Quando mancavano due pagine di note alla fine della P.S. leggo testuale: “D2+ 30 in curvone S3-“ Dalla destra usciamo come una saetta in seconda piena, poi subito la terza, una pelatina al gas sui 30 metri e via dentro la sinistra.  E’ un attimo: la macchina va via davanti di brutto, sale sul terrapieno all’esterno e letteralmente decolla mentre si capovolge in aria. Poi riatterriamo sul tetto  con un botto pazzesco e  vedo nella notte una serie di traccianti dovuti alla strisciata del tetto sull’asfalto. Nel frattempo mi rannicchio al massimo e credo di prendere meno posto di un neonato. Finalmente, dopo un tempo interminabile ci fermiamo , purtroppo sul fianco destro, dalla mia parte, e così non posso scendere.
Vedo intorno a me i piedi dei vari spettatori e commissari presenti che stanno iniziando a spingere per rimettere sulle quattro ruote la macchina, quando ad un tratto sento gridare “Prende fuoco!” ed all’istante i piedi scompaiono. Furono attimi di puro terrore, durante i quali pensai che non poteva succedere proprio a me una cosa simile. L’unico scampo era passare dal parabrezza, così sollevo le gambe e prendo forza per sfondarlo a calci, quando mi accorgo che sta entrando in macchina un sacco di polvere proprio da lì, e realizzo che non c’è più il parabrezza, saltato dopo l’atterraggio dal volo carpiato. Sto per sganciarmi le cinture ed uscire carponi (anche Orazio nel frattempo si stava sganciando le cinture con il rischio di preciparmi addosso) quando riappaiono i piedi ed uno ci grida concitato “Occhio che la giriamo!” E non mi ricordo come,  mi ritrovo in un attimo fuori dalla macchina, come spinto da una molla invisibile.
Il Commissario ci portò in un luogo sicuro e ci chiese come stavamo, così vidi che all’interno della curva incriminata c’era una Porsche Carrera verde, moltodanneggiata,  senza il vetro davanti. Si era cappottato come noi. Comunque il Commissario pensando di fare cosa gradita ci disse che forte come noi dalla destra non era uscito nessuno……
Per riportare alla base la macchina dovemmo aspettare la fine del secondo passaggio sulla stessa prova  e così esaminammo la situazione con calma. Mi ricordo che eravamo seduti su un masso a bordo strada. La botta era stata veramente grossa, i  rischi di farsi male concreti, quindi la prima cosa da chiarire era sul da farsi: smettere o continuare? E lì dopo una serie di dubbi decidemmo che non era “cosa” tirarsi indietro al primo incidente serio. Era pur vero che avevamo fatto il passo più lungo della gamba (come ad esempio prendere le note con una Delta da 65 cv e correre con una macchina da 160 cv per la prima volta  che è stata una ingenuità gigantesca e che poteva costarci cara, molto cara, visto che il curvone S3- era in realtà una sinistra 2 lunga), ma l’Uomo si misura nelle difficoltà e come più volte ho già detto “indietro non si torna”, ma si cammina in un altro modo.
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da sundance76 » 13/12/2013, 18:44

Come sempre, grazie Stepv11. Tu e Pennywise siete le colonne "rallystiche" di GPX :thumbup1:
"Chi cerca di conoscere il passato capirà sempre meglio degli altri il presente e il futuro, e non soltanto nel nostro piccolo mondo di effimere quanto amate frenesie corsaiole." G. C.

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da Powerslide » 13/12/2013, 18:44

Continua please!!!   :thumbup: Sono già in astinenza  :'(  :thumbup1:
Io non accetto che per trovare l’effetto suolo si debba strisciare per terra. Secondo me è assurdo, è immorale da un punto di vista tecnico. (Mauro Forghieri)
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da stepv11 » 14/12/2013, 14:28

agevolo una foto del nostro debutto sulla RS2000, se possibile dal mio profilo facebook:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1938928235338&set=a.1719029418005.2088407.1306373055&type=3&theater
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da sundance76 » 14/12/2013, 17:49

Mettiamola esplicitamente:

Egizii-Bogani - Ford Escort RS2000 G.1
Modena 1981 - Rally valido per CRN

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